2 anni fa . 10/03/2017 16:26

Le trattrici italiane della Grande Guerra

Le trattrici italiane della Grande Guerra

 

Buongiorno , amici , colleghi in uniforme , appassionati di storia del secolo scorso , ricercatori , rievocatori , collezionisti ecc. , sono un Ufficiale dell’Esercito ( attualmente non più in servizio) ed un collezionista di oggettistica varia militare e molto altro , nell’articolo precedente vi ho accennato al traino di artiglierie durante la Grande Guerra mediante la forza di animali , ora vi voglio presentare il traino delle stesse mediante trattrici italiane .

 

Traino meccanico delle artiglierie

Nelle fase successiva  all’entrata in guerra dell’Esercito Italiano , causa l’ introduzione di artiglierie di calibro sempre più grandi e pesanti , si è reso necessario passare da un traino mediante animali ( buoi , cavalli , muli ) ad un traino meccanizzato , l’impiego di questi verrà ad assumere uno sviluppo rilevante .

Come viveri e munizioni , saranno migliaia le tonnellate da trasportare , come artiglierie , saranno le più pesanti bocche da fuoco che dovranno essere trainate al seguito dell’Esercito.

I primi mezzi meccanici ricordano vecchie locomotive di fine 800 , ma in versione più limitata denominate locomotive stradali a vapore da 6 – 15 t. , potevano trainare un peso variabile dal doppio al triplo del proprio , su pendenze fino al 10% e con velocità da 3 a 6 Km/h .

Circa 4 tonnellate del peso trainato erano , però , sempre impegnate da un carro scorta , per le materie di consumo (carbone , acqua , lubrificanti ) e attrezzature varie .

In breve queste locomotive stradali furono abbandonate per le notevoli difficoltà tecniche che presentavano .

 

Dal mezzo a vapore a quello a motore a scoppio

 

Successivamente si passò dai mezzi a vapore a quelli a motore a scoppio ed ai treni stradali .

Nel 1902 fu acquistata la prima autovettura di produzione Fiat , nel 1904 fu la volta di un altro tipo di macchina con alimentazione a benzina , il camion destinato a trasportare il solo proprio carico ed eventualmente trainare uno o due carri rimorchio.

Parallelamente si seguì lo sviluppo del treno stradale a trazione benzo-elettrica  ( modelli Cantono e Novaretti ), costituito da un carro di testa generatore di forza motrice , che , invece di rimorchiare altri carri , trasmetteva a essi l’energia e li mutava in altrettanti automobili .

 

Il programma del mortaio da 260 autotrainato

 

La nascita dei mezzi di autotrazione meccanica delle artiglierie in Italia fu strettamente legata allo sviluppo di nuove bocche da fuoco d’assedio a organi elastici per l’assorbimento del rinculo della massa oscillante .

All’inizio degli anni ‘  10 , infatti , l’artiglieria d’assedio italiana versava in pessime condizioni di efficienza , essendo dotata esclusivamente di artiglierie ed affusto rigido .

Se la specialità da campagna e quella da montagna avevano introdotto ottimi materiali a deformazione , l’artiglieria di medio e grosso calibro era ferma ancora a bocche da fuoco prive di affusto scorrevole , di antiquata concezione , alcune delle quali ancora in ghisa e in bronzo e il cui massimo calibro non superava i 210 mm .

Fu deciso perciò , un piano di potenziamento , che aveva nel mortaio da 260 il programma più importante e ambizioso , in quanto destinato alla distruzione di opere di fortificazione permanente .

I requisiti tecnici di tale arma , emanati dalla Commissione degli ispettori d’artiglieria nel 1910 , prevedevano il sistema di trazione meccanica e la capacità di scomposizione dell’installazione in due carichi per il traino su strada , le cui vetture pezzo e quella affusto avrebbero dovuto avere un peso non superiore alle 5,5 t.

Il progetto prescelto fu quello presentato dalla ditta francese Schneider e , in attesa delle esperienze a oltranza di tiro e di traino , nel 1911 , si era provveduto allo studio della trazione meccanica del materiale , sono stati messi in allestimento , presso ditte nazionali , due modelli di automotrici per artiglierie pesanti di cui le caratteristiche sono state determinate in base alle seguenti direttive : peso complessivo a carico completo non superiore ai 5.500 Kg. , avere la maggiore attitudine per trarre a rimorchio un carro a quattro ruote del peso anche di 5.500 Kg., ottenere , col carreggio costituito da automotrice e rimorchio  , una velocità oraria media , in piano di 8 – 10 Km ed una massima di 15 Km .

Si determinerà sperimentalmente la pendenza massima che potrà superarsi col carreggio costituito com’è stato ora detto , e si determineranno altresì gli speciali congegni da applicare per poter eseguire le varie manovre di composizione del materiale e poter superare maggiori pendenze , sempre valendosi dell’energia del motore .

 

Saluti e ringraziamenti

Un doveroso ringraziamento a tutti , spero di aver contribuito in piccola parte a creare un po’ di curiosità storiche che fanno parte della nostra storia del secolo scorso , potete leggere gli altri articoli sul blog “ Military Passion “ sui principali  social e Google in prima pagina …….

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