2 anni fa . 18/02/2017 20:19

Lanciafiamme

Lanciafiamme

Buongiorno  amici , colleghi in uniforme , studiosi di storia del secolo scorso , collezionisti , rievocatori , semplici appassionati ecc. , sono un Ufficiale dell’ Esercito ( attualmente non in servizio) ed un collezionista di oggettistica militare e molto altro, oggi vi voglio presentare un’arma terribile in uso durante la Grande Guerra e successivamente sviluppata ed utilizzata nei periodi bellici successivi e cioè il “ Lanciafiamme “ .

 

Lanciafiamme

Il lanciafiamme , come il gas e la baionetta , fu un’arma di forte impatto psicologico , che creava terrore negli uomini .

Sviluppato a partire dal 1910 dai Tedeschi , fu da loro adoperato subito , benché in quantità assai ridotte , quantità che crebbe con il trascorrere della guerra per raggiungere ampia diffusione tra il 1917 e soprattutto il 1918 , con i modelli portatili più leggeri , maneggevoli ed efficaci .

 

Modelli di lanciafiamme

 

Ve ne erano di due tipi : uno portatile , con una trentina di  chili di miscela infiammabile e una portata di circa venti metri e un tipo da difesa , più pesante , disposto in postazioni fisse , con serbatoi da 100 litri .

In linea di massima , il lanciafiamme era composto da una bombola nella quale vi era una miscela ignea a base di nafta o derivati , non benzina perché  altamente esplosiva , e un’ altra bombola più piccola , contenente come propulsivo gas inerte compresso , di solito azoto .

Al serbatoio del liquido era applicato un tubo di tela gommata di lunghezza variabile a seconda dei modelli più o meno pesanti , che terminava in una asta forata di metallo , detta lancia , attraverso la quale veniva spruzzato il liquido spinto dal gas compresso .

 

Utilizzo del lanciafiamme

 

Nei primi modelli l’accensione del liquido era effettuata a mano.

Veniva usato da squadre di tre uomini , uno portava l’arma , uno , se il tubo era lungo , aiutava nel suo maneggio e uno impugnava la lancia vera e propria .

Uno degli uomini , munito di granate , fungeva anche da rinforzo contro eventuali attacchi .

Tutti portavano la pistola per difendersi .

Estremamente efficace nei ristretti spazi di una trincea , il lanciafiamme restava però un’arma pericolosa per chi la utilizzava, poiché per usarla occorreva stare in piedi , quindi allo scoperto .

Se la bombola portata a spalla dal soldato era colpita con un proiettile o da shrapnels , il soldato e gli altri componenti la squadra lanciafiamme si trasformavano in torce umane e l’agonia, nonostante le particolari tute indossate , era lunga e dolorosa .

Oltre a ciò il raggio d’azione dei lanciafiamme era piuttosto limitato , nell’ordine al massimo di una trentina di metri nei modelli più avanzati e la carica durava , in diverse vampate , solo una ventina di secondi .

Oltre che dai Tedeschi fu adoperata anche dagli Alleati.

 

Uso del lanciafiamme sul fronte italiano

 

Anche sul fronte italiano il lanciafiamme fu usato dai reparti di Arditi  e , da parte austriaca , dai reparti dei pionieri delle Sturmtruppen .

Nell’estate del 1918 ogni compagnia d’assalto di Arditi comprendeva una sezione di sei lanciafiamme portatili con un organico di un Ufficiale e sedici uomini , tra Sottufficiali e Soldati .

Nell’accidentato terreno italiano il lanciafiamme era ideale per stanare il nemico dalle caverne e dai bunker , ma se un soldato lanciafiamme era catturato , veniva subito passato per le armi , tanto era la disapprovazione per quest’arma crudele .

Spesso i soldati delle squadre lanciafiamme italiane erano dotate di pesanti protezioni , guantoni , cappucci e tute di amianto che rendevano estremamente lento ed impacciato il movimento , facendo degli uomini facili bersagli della fucileria e delle mitragliatrici nemiche .

 

Lanciafiamme portatile DLF ( Italia )

Era una copia modificata del modello francese Schilt 3 bis .

Funzionava mediante una seconda bomboletta di idrogeno che serviva come propellente , posta sul serbatoio da 12 litri , sistemato sulle spalle del fiammiere .

Il serbatoio conteneva però solo 6 litri di miscela infiammabile , un misto di olio leggero derivato dal catrame e petrolio .

La distanza di lancio , mediante un’asta metallica collegata al serbatoio da un tubo flessibile , era di circa 10 – 15 metri .

 

Saluti e ringraziamenti

Un doveroso ringraziamento a tutti i lettori , appassionati , storici, collezionisti ecc. , potete leggere gli altri articoli pubblicati sul mio blog visibile sui vari social e motori di ricerca “ Military Passion “.

 

 

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