15-Apr . 15/04/2017 17:49

Nave da battaglia “ Roma “

Nave da battaglia “ Roma “

 

Introduzione

Buongiorno a tutti , colleghi in uniforme , appassionati della nostra storia del secolo scorso , collezionisti , ricercatori , rievocatori , semplici curiosi ed appassionati di oggettistica militare varia , armi , aerei navi ecc. ..,sono un Ufficiale dell’Esercito ( attualmente non più in servizio ) ed un collezionista di oggettistica militare e molto altro , con il presente articolo, vi voglio descrivere una nave che ha fatto diventare grande e famosa la nostra Regia Marina durante la seconda guerra mondiale e cioè la nave da battaglia    “Roma “.

Venerdì 7 aprile , sono stato invitato ad una inaugurazione di una mostra dal titolo “ Sogni in tavola “ ( elementi d’arredo del XX secolo ) presso la sede museale di Montecchio Maggiore ( VI ) dove è possibile visitare un’infinità di armi , mezzi , divise , ricostruzioni di trincee di seconda linea e molto altro … , nella stessa serata è stata inaugurata una sala dedicata alla Marina Militare ed in particolare un murale sul quale è stato realizzato un dipinto che rappresenta la famosa nave da battaglia “ Roma “ , progettato e realizzato da due amici ed appassionati di storia militare , Mattia e Moira , questo fantastico progetto mi ha invogliato a fare ricerche storiche e descrivere particolari e curiosità di questa corazzata che ha subito un tragico destino .

 

 

 

Nave da battaglia Roma

La Roma fu una nave da battaglia , la terza unità della classe Littorio e rappresentò il meglio della produzione navale bellica italiana della seconda guerra mondiale .

Costruita dai cantieri riuniti dell’Adriatico e consegnata alla Regia Marina il 14 giugno 1942 , fu danneggiata da un bombardamento aereo statunitense quasi un anno dopo mentre era alla fonda a La Spezia , subendo in seguito altri danni che la costrinsero a tornare operativa solamente il 13 agosto 1943 .

 

Caratteristiche

Progettata dal Generale ispettore del genio navale Umberto Pugliese , questa classe di navi da battaglia costituì uno dei primi esempi al mondo di unità sopra le 35.000 tonnellate , limite imposto dal trattato navale di Washington in vigore all’epoca .

 

Impianti

La propulsione era a vapore con quattro gruppi turbo riduttori alimentati dal vapore di otto caldaie tipo Yarrow/Regia Marina alimentate a nafta in cui l’acqua di alimentazione era preriscaldata passando attraverso tubi investiti dai gas di scarico , sfruttando in maniera più efficiente il calore sprigionato dai bruciatori .

Poteva raggiungere la velocità massima di 31 nodi con una autonomia di circa 4000 miglia .

 

Costruzione

La nave fu progettata sugli scali del cantiere San Marco di Trieste il 18 settembre 1938 e dopo il varo , avvenuto il 9 giugno 1940 , il giorno prima della dichiarazione di guerra , fu inviata a Monfalcone per il completamento .

La nave fu consegnata il 14 giugno 1942 .

 

Armamento

L’armamento principale era costituito da nove cannoni da 381/50 Mod.1934 in tre torrette trinate ad azionamento elettrico , che sparavano proiettili da 885 Kg ( perforanti ) e 774 Kg ( esplosivi ) con un alzo massimo di 36 ° alla velocità iniziale di , rispettivamente , 850 m/s  ( perforanti )e 870 m/s ( esplosivi ) , capaci di colpire alla distanza di 44,6 Km .

Inoltre la corazzata aveva come armamento secondario antinave dodici cannoni da 152/55 Mod. 1936 in torri trinate usati anche per lo sbarramento antiaereo , dodici cannoni antiaerei da 90/50 mm in installazioni singole e quattro da 120/40 mm per il tiro illuminante , più  venti cannoni da 37/54 mm ( in otto installazioni binate più quattro singoli ) e ventotto mitragliere antiaeree da 20/65 mm.( in quattordici installazioni binate ).

 

Protezione

La “ Roma “ aveva la corazza di murata costituita da due strati di piastre inclinate .

Quella principale che a centro nave era di 350 mm , scendeva a 207 alle estremità , seguita da una secondaria di 36 mm .

La compartimentazione e il bilanciamento interno assicuravano buona stabilità e galleggiabilità anche nel caso le navi fossero state colpite da siluri .

 

 

 

 

Servizio

La nave fu consegnata il 14 giugno 1942 , danneggiata nel giugno del 1943 durante il bombardamento della base di La Spezia , trasferita in seguito a Genova per le riparazioni , rientrò in servizio il 13 agosto .

 

L’affondamento

L’ 8 settembre 1943 , fu proclamato l’armistizio italiano da parte di Badoglio , in quella giornata la nave “ Roma “ si trovava a La Spezia pronta a muovere per affrontare le navi alleate impiegate a proteggere le truppe impegnate nello sbarco di Salerno previsto per il giorno successivo , ma nella stessa giornata dell’ 8 settembre l’ Ammiraglio Carlo Bergamini , Comandante delle forze navali da battaglia , venne avvertito telefonicamente dal Capo di Stato Maggiore Raffaele De Courten dell’armistizio ormai imminente , e delle relative clausole che riguardavano la flotta , che prevedevano il trasferimento immediato delle navi italiane a Malta , dove sarebbero rimaste in attesa di conoscere il proprio destino e che durante il trasferimento avrebbero innalzato , in segno di resa , pennelli neri sui pennoni e disegnato due cerchi neri sulle tolde .

 

L’attacco della Luftwaffe

Il 9 settembre 1943 al largo dell’isola dell’ Asinara la corazzata fu sorvolata verso le 15:10 da ventotto bimotori Dornier Do 217 K della Luftwaffe partiti nei pressi di Marsiglia con l’istruzione di mirare unicamente alle corazzate .

Alle 15:42 la corazzata “ Roma “ fu centrata una prima volta tra le torri antiaeree da 90 mm , il colpo aprì una falla , poco dopo un secondo colpo centrò la nave verso prua , sul lato sinistro fra il torrione di comando e la torre sopraelevata armata con cannoni da 381 mm , furono colpite le caldaie causando l’arresto della nave e i depositi di munizioni deflagrarono, venne a mancare l’energia elettrica e la torre numero 2 saltò in aria .

La nave alle 16:11 , si capovolse ed in pochi minuti , spezzata in due tronconi , affondò .

Ben 1352 marinai del “ Roma “ persero la vita , i naufraghi,  recuperati dalle unità navali inviate in loro soccorso , furono 622 , di cui 503 salvati dai tre cacciatorpediniere , 17 dall’ Attilio Regolo e 102 dalle tre torpediniere .

 

Saluti e ringraziamenti

Come sempre un doveroso saluto e ringraziamento a tutti i lettori ed appassionati o semplici curiosi , mi auguro di fare cosa gradita con questo articolo , potete seguirmi sul mio blog “ Military Passion “ su facebook e google in prima pagina …..

 

 

 

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